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Messina “Terra di santi”- Prodigioso intervento di S. Eustochia a difesa della maternità
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E’ dalle anime dedicate alla vita monastica, in particolare quelle contemplative, «nello stato di separazione dal mondo in cui si pongono per essere più intimamente unite a Cristo, cuore del mondo», che provengono i frutti preziosi di grazie e varie donazioni mistiche per l’umanità.
La vita contemplativa femminile, radicata nel silenzio del chiostro, “ha sempre rappresentato nella Chiesa e per la Chiesa il cuore orante, custode di gratuità e ricca fecondità apostolica, ed è stata testimone visibile di misteriosa e multiforme santità”.
Una di queste eccelse comunità di contemplative oranti che stanno al centro della nostra vita di credenti, e conferiscono alla nostra comunità messinese un’impronta identitaria di grande valore culturale e religioso, è quella delle clarisse di Montevergine. Il monastero delle “Sorelle povere di Santa Chiara”, fondato, secondo l’autentica Regola clariana, da suor Eustochia, francescana, una tra le grandi mistiche ascese agli onori dell’altare nel 900, la cui canonizzazione – di cui ricorre la celebrazione fra pochi giorni – è stata proclamata da Giovanni Paolo II, a Messina, l’11 giugno 1988. Una santa da cui irradia una luminosa spiritualità propiziatrice di tante grazie e ispiratrice di vita spirituale e vocazionale.
Non sono certo pochi coloro che, nel corso di più di cinque secoli, in certi gravi momenti della vita, si sono rivolti ad Eustochia, invocando da lei una benevola intercessione per ottenere la grazia dell’aiuto divino. E sono parecchi coloro che, tra i tanti cui viene concesso l’aiuto richiesto, ne danno comunicazione in modo che il ricordo del beneficio ottenuto possa rimanere custodito dalle suore del monastero come perenne testimonianza.
Esponiamo adesso, una di queste testimonianze di grazie, ottenute per intercessione della nostra santa concittadina – a favore di una donna che la invoca per un grave problema fisico e di maternità. Un evento che dimostra come Eustochia sia solerte dispensatrice di aiuto celeste, nel sostenere amorevolmente la devota, nelle diverse fasi della sofferenza che l’ha afflitta; in modo da farle ottenere non solo il dono della guarigione, ma anche la gioia di avere la figlia tanto desiderata.
Nel raccontare la commovente vicenda, la signora Giusy Tricarico scrive: “già nel 1988, mi fu diagnosticato un “utero antiverso fibromatoso e formazione cistica a sinistra”. Tutti gli specialisti consultati mi consigliarono l’asportazione dell’utero per scongiurare la degenerazione in tumore maligno. Successivamente uno degli specialisti ritenne, pur confermando la diagnosi, di non voler procedere all’intervento.
Nell’aprile del 1998, a 41 anni, scoprii di essere in stato gravidico. Dopo i primi momenti di incredulità, accettai con grande gioia e fede quella gravidanza miracolosa. Mi affidai interamente a S. Eustochia, superando anche i timori, legati all’età, di probabili malformazioni del feto e non mi sottoposi ad amniocentesi. Al momento del parto esplose una gestosi, la pressione sanguigna raggiunse valori altissimi, quindi fu d’obbligo un parto cesareo di estrema urgenza.
L’anestesia epidurale mi consentiva di sentire i medici che dicevano: la stiamo perdendo! Ma S. Eustochia non lo ha permesso. Anche se parto e puerperio sono stati un piccolo calvario, io non finirò mai di manifestare la mia gratitudine alla Santa, mediante la cui intercessione il buon Dio mi ha regalato una stupenda bambina. Ai controlli successivi, il mio utero è risultato assolutamente normale sia come posizione che come morfologia e la cisti ovarica si è completamente riassorbita”.
Redazione