MESSINA – Sono in corso le celebrazioni per la Festività dell’Immacolata che si concluderanno solennemente l’8 dicembre
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Sono in corso i festeggiamenti in onore della Vergine Immacolata, con la tradizionale novena e le numerose celebrazioni liturgiche, nell’antica chiesa di San Francesco all’Immacolata di Viale Boccetta, ma anche in cattedrale e in tante altre chiese. Il titolo di Immacolata Concezione, contrariamente a quanto molti erroneamente credono, non riguarda il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, bensì la concezione della Beata Vergine Maria nel grembo di Sant’Anna.
La Festa dell’Immacolata per i fedeli cattolici, già celebrata fin dall’XI secolo, è una solennità che si ricollega al culto della Madre del Signore, la Vergine Maria, che ebbe il privilegio di essere “piena di grazia e benedetta tra le donne”, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio. Maria, infatti, “ fin dal primo momento della sua concezione, per singolare concessione di Dio, fu preservata da ogni macchia di colpa originale, in quanto solo una creatura priva di peccato sarebbe stata degna di portare in grembo il Figlio di Dio”. Il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria è stato proclamato da papa Pio IX nel 1854.
I festeggiamenti avranno il loro culmine l’8 dicembre, giorno della solenne celebrazione dell’Immacolata Concezione. Una data importante anche perché oltre ad essere il culmine della ricorrenza festiva, si inserisce nel periodo dell’Avvento in preparazione alla Festività del Santo Natale
Il culto alla Vergine Immacolata a Messina è molto sentito ed antico, in quanto, fin dal 1647, il Senato di Messina volle nominarla “Patrona Particolare” della città, oltre ad essere stata Patrona Principale del Regno delle Due Sicilie. Segno tangibile di questo forte legame devozionale al titolo mariano dell’Immacolata Concezione è la bellissima, e tanto venerata, statua custodita nella chiesa francescana del Boccetta.
“Il simulacro fu realizzato in legno da ignoto scultore alle fine del seicento e, nel 1743, rivestito interamente da una ricca ed elaborata lamina d’argento, in occasione della conclusione di una tremenda epidemia di peste”. L’argento fu donato, ex voto, dall’antica famiglia Majolino per essere stata preservata dalla pestilenza. “L’interessante opera d’arte e di fede rimase miracolosamente indenne in occasione del distruttivo incendio del 1884, restò intatta nonostante il catastrofico terremoto del 1908, così come rimase illesa durante i devastanti bombardamenti aerei anglo-americani del 1942-43”.
Redazione