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Nel mondo di oggi 10 milioni di “piccoli schiavi”. Il rapporto denuncia di “Save the Children“
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La sofferenza nel mondo è una realtà inesorabile e misteriosa che non si riesce a spiegare con la ragione. Di fronte ad essa scopriamo di essere senza rimedi e risorse, per cui siamo assaliti spesso da angoscia, paura e atteggiamenti di rifiuto. La percepiamo come un fenomeno che non si può arginare, simile a un’onda irrefrenabile che in qualunque momento ci può assalire e sommergere senza scampo. Nei confronti di questo tipo di esperienza universale che in qualche modo ognuno di noi deve affrontare, si è portati a viverla soggettivamente in modi diversi; a interpretarla personalmente secondo il proprio modo di vedere e sentire, e di come concepiamo il nostro rapporto con Dio.
Certamente la sofferenza che ha più peso è quella che ci tocca da vicino, perché nei confronti di quella che riguarda gli altri e accade lontano da noi, tendiamo a ignorarla, a rimuoverla, generando così una immensa schiera di sofferenti “invisibili”. Un atteggiamento di rimozione verso cui è incline il mondo di oggi, perché la sofferenza ha l’effetto di generare tristezza e sgomento che destabilizzano la nostra sicurezza.
C’è poi un motivo che fa sentire la sofferenza ancora più orrenda e intollerabile: quando si prende coscienza della scellerata cattiveria con cui viene colpita l’infanzia e i soggetti più deboli e indifesi. Specialmente se ciò accade per la turpe azione volontaria di esseri umani perversi senza scrupoli.
Se ne può avere un tristissimo resoconto da un rapporto denuncia di “SAVE THE CHILDREN” (organizzazione che opera per salvare questi bambini infelici) di cui ci riferisce la collega Patrizia Caiffa.
“Nel 2016 sono stati stimati almeno 10 milioni di bambini nel mondo vittime di lavoro forzato, sfruttati a fini sessuali e nell’economia sommersa. In Italia ad altissimo rischio sono i minori migranti soli alla frontiera nord: le ragazze vittime di sfruttamento sessuale per cercare di passare il confine. In aumento le minorenni nigeriane e rumene costrette alla prostituzione forzata su strada.
Nel mondo vi sono 10 milioni di “piccoli schiavi invisibili”, ossia bambini e adolescenti costretti a prostituirsi, a lavorare in condizioni di sfruttamento, esposti ad abusi. Un fenomeno sommerso che non risparmia nemmeno l’Italia, con un aumento vertiginoso delle adolescenti da Nigeria e Romania sulle strade e le tante minorenni in transito indotte a prostituirsi alla frontiera di Ventimiglia per pagare i passeurs o trovare un posto dove dormire. Ci sono poi migliaia di minori migranti soli fuggiti dai centri di accoglienza quindi più esposti a forme di sfruttamento e centinaia di bambini che lavorano in nero nel terziario, come gli egiziani nelle frutterie, kebabberie, pizzerie o
autolavaggi. È la fotografia documentata nel rapporto di Save the Children “Piccoli schiavi invisibili 2018”, in vista della Giornata internazionale contro la tratta di esseri
umani che si celebra il 30 luglio. I quasi 10 milioni di bambini e adolescenti venduti e sfruttati a fini sessuali e lavorativi corrispondono al 25% del totale delle persone in questa condizione, oltre 40 milioni, di cui più di 7 su 10 sono donne e ragazze.
Circa 1 milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni – tra il 2012 e il 2016 – 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività pericolose per la loro stessa salute”.
Redazione, da sito di informazione