- Terremoto sud-est asiatico. Arcidiocesi di Mandalay: urgente assistenza umanitaria, manca tutto e in migliaia vivono per strada
- Striscia di Gaza, il parroco Romanelli: “C’è urgente bisogno di aiuti umanitari, viviamo un Calvario”
- Annunciazione del Signore: “Il ‘Si’ che accolse il Verbo di Dio e lo generò alla vita umana”
- San Giuseppe: “sposo e padre amato nella tenerezza, nell’obbedienza e nell’accoglienza”
- Papa al Gemelli: dopo un mese di degenza è arrivata la prima foto, nella cappellina dell’ospedale
- San Luigi Orione: luminoso esempio di spirito missionario e operatore di carità
Non puoi ricevere l’Eucaristia? Ecco come fare la Comunione spirituale, imparando da S. Alfonso
Articoli collegati
- Caterina da Siena: “la santa incolta chiamata maestra da teologi, docenti e nobili di elevata cultura”.
- Nell’unione dell’amore di Dio: L’amicizia spirituale tra San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani
- Lettera di Benedetto XVI circa gli abusi: “Ben presto sarò di fronte al giudice ultimo, ma con l’animo lieto”
(Gianluca Giorgio) In questi giorni difficili, in cui molti cattolici sono impossibilitati a ricevere l’Eucaristia, a causa delle misure cautelative contro la diffusione del Coronavirus, giova ricordare che, nella ascesi cattolica, accanto alla Comunione sacramentale, insostituibile cibo dell’anima, vi è anche quella spirituale. Una pratica con cui la Chiesa ci invita a compiere un atto di unione a Dio attraverso la preghiera.
La pratica, secondo San Tommaso di Aquino, consiste in un desiderio ardente di ricevere Gesù Sacramentato ed in un abbraccio amoroso, come se già si fosse ricevuto. In virtù di ciò, se si è impediti, materialmente, a ricevere il Sacramento eucaristico, ci si può comunicare spiritualmente.
A conferma di questa unione spirituale, nel Vangelo di San Giovanni, si legge che: ”Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Consigliata e avallata dal Concilio di Trento fu raccomandata da numerosi santi che invitavano, i propri figli spirituali a comunicarsi, anche diverse volte al giorno, utilizzando questa modalità.
Sant’Alfonso Maria de Liguori la consigliò, vivamente, ai suoi devoti, inserendola nel suo testo dedicato alle Visite al Santissimo Sacramento ed a Maria Santissima. Il fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore dimostrò, sempre, una grande devozione per l’Eucarestia e fu molto legato a tale devozione, sia a livello personale che comunitario.
Per i giovani novizi del nascente Istituto missionario, compose quel libretto e con amore ne divulgò la diffusione e la pratica ivi contenuta. I devoti del santo napoletano ed i primi Redentoristi, ogni giorno, facevano un’ora di Adorazione Eucaristica che terminava, sempre, con il ricordo a Maria e la Comunione spirituale.
San Pietro Fabro, primo compagno di Sant’Ignazio di Loyola, diceva che:”per far bene la comunione sacramentale giova, sommamente, il comunicarsi spiritualmente. Altri Mistici e santi come San Francesco di Sales, la beata Angela della Croce ne hanno sperimentato gli effetti altamente preziosi e salutari per l’anima.
In pratica, la comunione spirituale consiste nel raccogliersi spiritualmente, dicendo:
Gesù mio,
io credo che sei realmente presente
nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa
e ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto,
io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai
a separare da te.
Amen.